| | Le origini | All'origine delle emozioni |  |
Le emozioni che si provano verso gli altri , ma anche verso se stessi, determinano la qualità delle prestazioni lavorative e, indirettamente, i risultati dell’organizzazione dove si lavora. Ecco perchè la tematica delle emozioni, dell'intelligenza emotiva e delle competenze emotive sono divenuti così importanti. Tutte le emozioni sono “impulsi ad agire”, “piani d’azione dei quali ci ha dotato l’evoluzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita. La radice stessa della parola emozione è il verbo latino MOVEO, muovere, con l’aggiunta del prefisso – e- (movimento da), per indicare che in ogni emozione è implicita una tendenza ad agire” (D. Goleman, “Intelligenza emotiva”, RCS Libri S.p.A., Milano, 1996). Uno dei principali protagonisti della ricerca nel campo delle emozioni è certamente il neuroscienziato Joseph LeDoux, che ha individuato nell’amigdala la sede della vita emotiva.L’amigdala è una piccola regione del proencefalo, una struttura complessa del lobo temporale del cervello, che prende questo nome dalla sua forma a “mandorla”. "I neuroscienziati avevano sempre creduto che l’occhio e gli altri organi di senso trasmettessero i loro segnali al talamo, e che questo li inviasse poi alle aree della neocorteccia deputate all’elaborazione sensoriale, dove essi erano integrati a formare le nostre percezioni degli oggetti (…). Secondo la vecchia teoria, dalla neocorteccia i segnali erano inviati al sistema limbico, dal quale si sarebbe poi irradiata la risposta appropriata attraverso il cervello e il resto del corpo. Effettivamente, questo è ciò che accade nella maggior parte dei casi. LeDoux tuttavia ha scoperto che, oltre alla via che dal talamo va alla corteccia, esiste un fascio più sottile di fibre nervose che vanno direttamente all’amigdala. Questa via, più sottile e più breve – una sorta di vicolo neurale – permette all’amigdala di ricevere alcuni input direttamente dagli organi di senso; essa può così cominciare a rispondere prima che quegli stessi input siano stati completamente registrati dalla neocorteccia….L’amigdala può spingerci subito all’azione mentre la neocorteccia, leggermente più lenta – ma in possesso di informazioni più complete, prepara un piano di reazione più raffinato (...). La ricerca di LeDoux ha rivoluzionato la nostra comprensione della vita emotiva perché è la prima ad aver scoperto l’esistenza di vie neurali emozionali che aggirano la neocorteccia. I segnali che prendono la via diretta passante per l’amigdala corrispondono ai sentimenti più primitivi e potenti; la conoscenza di questo circuito è di grande aiuto per spiegare la capacità dell’emozione di soffocare al razionalità”(D. Goleman, “Intelligenza emotiva”, RCS Libri S.p.A., Milano, 1996). | La teoria dell'Intelligenza Emotiva | Il modello di Intelligenza emotiva è stato proposto da Peter Salovey assieme a J. D. Mayer, nel loro "Emotional Intelligence", pubblicato su Imagination, Cognition and Personality, 9, 1990, pp. 185-2111).Completando il lavoro di Gardner (l'autore della teoria dell'intelligenza multipla) Salovey propone cinque ambiti principali di abilità emotiva degli individui: - Conoscenza delle proprie emozioni: l'autoconsapevolezza, cioè la capacità di riconoscere un sentimento quando esso si presenta. Siamo alla mercé dei nostri sentimenti o siamo in grado di monitorarli istante per istante ?
- Controllo delle emozioni: è la capacità di controllare i sentimenti in maniera che siano appropriati. Ad esempio la capacità di calmarsi, di liberarsi dall'ansia, dalla tristezza, ecc...
- Motivazione di se stessi: la capacità di controllare le proprie emozioni per raggiungere un obiettivo.
- Riconoscimento delle emozioni altrui. Empatia: sono coloro che sono in grado di leggere i segnali che vengono dagli altri (leggere i sentimenti altrui).
- Gestione delle relazioni. E' l'arte di dominare le emozioni degli altri. E' collegata alla leadership.
Le cinque dimensioni dell'intelligenza emotiva di Salovey, che si ricorda hanno basi neuronali, sono stati ripresi più di recente dallo stesso Goleman assieme a Boyatzis e McKee, nel loro studio sulla Primal Leadership. In questo studio la Motivazione di se stessi, ad esempio, viene accorpata all'area della Consapevolezza del Sé.
| La valutazione dell'Intelligenza Emotiva | La teoria dei BIG FIVE è la teoria di riferimento per le valutazioni dell'intelligenza emotiva (cfr. Barrick & Mount, 1991; Hough, Eaton, Dunnette, Kamp, & McCloy, 1990; Mount, Barrick, & Strauss, 1994; Schmit & Ryan, 1993; Tett, Jackson, & Rothstein, 1991). Essa indica le cinque dimensioni fondamentali della personalità (significative rispetto al comportamento in ambiente NON SOLO lavorativo) dimensioni che costituiscono l'intelligenza emotiva dell'individuo.Ricerche condotte nell'ambito della psicologia del lavoro (Norman, 1963; McCrae & Costa, 1987; Goldberg, 1990) hanno evidenziato una struttura comune della personalità, indipendente da parametri sociali e culturali - livello e tipologia - costituita da queste cinque dimensioni: Estroversione /Iniziativa | Descrive la capacità di rapportarsi in maniera socievole. | Gradevolezza | Indica la capacità di collaborare, creando un clima di fiducia reciproca, di appoggio, di stimolazione e di sensibilità non solo per quanto riguarda i problemi lavorativi | Coscienziosità | Rappresenta la capacità di raggiungere i propri obiettivi, controllando gli impulsi e perseverando con disciplina e impegno verso le mete prefissate | Stabilità emotiva | Rappresenta la capacità di adattarsi all'ambiente non creando tensione, nervosismo e stress in situazioni lavorative | Apertura mentale/ Innovazione | Descrive la capacità di risolvere in modo propositivo e intelligente le diverse situazioni problematiche che si possono presentare nello svolgimento di qualsiasi lavoro |
Il modello dei BIG FIVE è stato utilizzato per le ricerche più svariate in diversi settori applicativi quali le diagnosi di disturbi di personalità, gli interessi professionali, etc... Per la descrizione dell'approccio del modello scientifico elaborato per la realizzazione di Skill View si vada alla sezione CONTRIBUTI SCIENTIFICI di questo sito. |
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